fabio angeli: voce, chitarre, elettronica
massimiliano grasso: piano rhodes, fisarmonica, chitarra, elettronica, voce
giovanni bianchini: batteria
michele vannucchi: basso
lorenzo del grande: flauti, clarone, vibrafono, glockenspiel, diamonica, synth

Prodotto da esterina e Ale Sportelli
Registrato da Ale Sportelli presso West Link Studio, Cascina (Pisa)
Fiati registrati da Alessio Lombardi presso Capricornone Studio, Bientina (Pisa)
Altre tracce registrate da esterina presso Rietto Studio, Massarosa (Lucca)
Missato da Ale Sportelli presso West Link Studio, Cascina (Pisa)
Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering, Tredozio (Forlì-Cesena)
Artwork: Genau
Foto: Nico Cerri
Fiati arrangiati da Lorenzo Del Grande
Emanuele Gaggini: clarinetto e clarone
Cristian Pepe: saxofono baritono
Gabriele Bonaccorsi: tromba
Massimo Marconi: corno
Rosa Rago: trombone

Pantaloni corti

Quell’estate e la tu’ zia,
la donna che non ti ha buttato mai via.
Le sere sulla tua bici,
le stanze accese dalle tue voci.

E i pantaloni corti,
le mie parole, te le ricordi?

I tuoi gli e la miseria,
i tuoi ori ed una faccia poco seria.
Le cose, come me le dici,
le stanze accese dalle nostre oche voci.

E i tuoi capelli corti,
pronti alla guerra, solo se non li tocchi.

C’è chi ti può e chi ti cerca,
chi è malato e basta,
chi ti ha visto lungo il fiume
e adesso si tormenta.

C’è chi ti può e chi ti cerca,
chi non può far altro
che guardare, mentre vanga in un altro campo.

C’è chi ti può e chi ti cerca,
chi ha mentito e fischia
con quel pezzo di mollica trafugato in tasca.

C’è chi ti può e chi ti cerca,
chi non si dà pace,
chi ha dovuto imbastire un altro desiderio
e non gli piace.

Dio ti salvi

Ho parlato a tutte le voci che insistevano,
ho cantato a tutti i demoni che ti cercavano.
Ho sparato a tutte le notti ché non tornassero mai, ho salutato tutti quei giorni che non tornavi mai.

Ti ho cercato in tutte le fosse, in tutte le nuvole,
ti ho inseguito con le mie bestie, con le mie favole. Ho speso tutti i sogni che avrei voluto fossero tuoi, non ho mai saputo dire addio al posto di ciao.

Tu che sai
come non si cambia mai. Tu che sai
come non si cambia mai.

Ti ho affogato in tutte le botte, in tutte le regole,
ti ho regalato tutte le strade, tutte le fragole.
Ho steso tutti i panni che avrei voluto fossero i tuoi, non ho mai saputo dire addio al posto di ciao.

Tu che sai
come non si cambia mai. Tu che sai
come non si cambia mai.

Tu che lo sai
dove il mio sangue andrà mai.

Tu che stringi,
tu che sorridi,
tu che mi prendi.

Tu che mi spieghi, tu che mi parli,
tu che concedi.

Tu che vieni,
tu che mi abbracci, tu che mi chiedi.

Tu che spingi,
tu che non ridi,
tu che sommergi.

Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli appartamenti. Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli appartamenti. Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli cieli eterni.

Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli cieli eterni.

Puta

Della mia scuola ero la più bella,
la mia cartella dipinta a fiori blu.
Una matita come una sorella,
tutta l’invidia per la mia gonnella.

Chi ricorda più
il freddo che faceva giù?

Era mio padre che m’insegnò a cantare:
‘sei la più bella e ti devo guadagnare’.
Vendette me, il mio cuore e le mie cosce,
come si fa con il vitello grasso.

Chi di voi può pagare, dai,
per restare un po’ con lei e la sua vita deliziosa?

Io sono una puttana,
mi devi volere tanto bene.
Se vuoi restiamo insieme,
ma lo sai che non va bene.

Il cane abbaia e poi mi morde forte,
in questa stanza non ci sono le porte.
Le tue paure sono tutte amiche mie,
cambiano le vite, ma la mia non cambia mai.

Chi di voi vuol sputare, dai,
per vedere su di me la sua vita scandalosa?
Io sono una puttana,
mi devi volere tanto bene.
Se vuoi restiamo insieme,
ma lo sai che non va bene.

Ti ricordi o no?
Mi ricorderai?
Ti ricordi o no?
Mi ricorderai?

Io sono una puttana,
mi devi volere tanto bene.
Io sono la regina di tutte le galere,
io sono la signora della spazzatura,
io sono una bambina
che vuole riposare.

Stanno tutti bene

Il sole divora l’aria,
persone bruciano per strada.
Signore, sa mica dove sta
la mia amica venuta qua?

La luce si svuota e scivola,
il fiume vicino, vicino va.
È sola, il suo viso è senza età,
bello come un fiore perché non lo sa.

Consola tragedie di ogni sera
e spalanca le finestre alla paura.
Si muore di sogno e di realtà,
la mia amica seduta qua.

Stanno tutti bene nei loro mille delitti.
Stanno tutti bene a copiarsi, cos’è che non capisci?
Stanno tutti bene, lo sai, a procurare affanni.
Stanno tutti bene oramai negli stessi panni.

Mi guarda da dentro la sua stanza,
‘pietà l’è morta’ mi canta.
Signore, sa mica perché mai
è andata così, solo a lei?

Non parla di niente, ma mi dà
una chiave con scritto ‘rimani qua’.
Si muore di segni e di distanze,
ridammi la voce, le gambe.
Stanno tutti bene nei loro mille delitti.
Stanno tutti bene a copiarsi, cos’è che non capisci?
Stanno tutti bene, lo sai, a procurare affanni.
Stanno tutti bene oramai negli stessi panni.

Sai che coraggio
avere 20 anni, niente da perdere e dire
che avresti cambiato il mondo!

Sai che coraggio
avere 20 anni, niente da perdere e dire
che avresti cambiato il mondo!

Sai che coraggio
avere 30 anni, la vita da prendere e dire
che mi avresti amato tanto!

Sai che coraggio
avere 30 anni, la vita da prendere e dire
che mi avresti amato tanto!

Sai che coraggio
avere 50 miseri anni e dire
che forse hai sbagliato tutto!

Sai che coraggio
avere 50 miseri anni e dire
che forse rifaresti tutto!

Sai che coraggio
avere i tuoi anni, guardarmi negli occhi
per dire che di me conosci tutto!

Sai che coraggio
avere i tuoi anni, guardarmi negli occhi
per dire che puoi rovinarmi tutto!

Stesse barche

C’è chi è nato qua,
chi è nato altrove e casa sua è una paura
di passare una barriera,
un mare come una tortura
e non si sa, se attraversare porta tutti da qualche parte,
se mio fratello, Dio, la legge
sono sulle stesse barche.

Dimmi te perché?
Dimmi che
lo capisci anche te.

C’è chi è nato qua,
chi è nato invece
oltre il confine di questo gregge,
ché non esiste alcuna patria
cresciuta senza un interesse
e non si sa, se civiltà vuol dire
avere un privilegio,
se mio fratello, Dio, la morte
stanno dalla stessa parte.

Dimmi te perché?
Dimmi che
ti riguarda anche te.

Canzonetta

Ho chiesto se, però, fa meno male o non importa
avere un altro modo bello almeno come quella volta.
Ti ho chiesto e non lo sai se è meglio il rosso su quella porta,
mi hai detto: ‘dammi almeno le tue labbra un’altra volta’.

E io non ho, non ho le tue parole, i tuoi odori e le cicale
da far cantare.

Ho chiesto se per noi c’è un altro posto dietro la porta
che chiuda fuori quello che è ostile e quello che ci chiede e basta.
Ho stretto per un po’ il tuo dolore, ma quanto basta
a sentire che non si trova il fondo al bene quando è bene e basta.

E io non ho, non ho le tue parole, i tuoi odori e le cicale
da far cantare.

E io non ho, non ho le tue parole, i tuoi odori e le cicale
da far morire.

E la sera del giorno, poi, quando Dio era tra di noi
a cercare le sue dita nella tua risata,
la mattina che mi svegliai, era lì alla finestra
a guardare la tua bellezza di quando dormi e basta.

Ho chiesto se, però, fa meno male o non importa
avere un altro modo bello almeno come quella volta.

Sovrapporre

Erano le tue,
le mani calme che solcavano
radici fonde di dolore.

Erano le tue,
le mani stanche che colmavano
distanze sante, vere, nostre.

Erano le tue,
le mani bianche nella notte buia
da dove sei venuta.

Erano le tue,
le mani grandi di portare via
la mia insidiosa malinconia.

Erano le tue,
le mani senza dover distinguere
i tonfi sordi, i silenzi cari, le corse dei cinghiali.

Erano le tue, le mani buone
da non perdersi i corpi torridi,
le battaglie infami,
che bel regalo
con le tue mani.

Mutande

Com’è bella, com’è interessante,
com’è intelligente quando porta le mutande.

Com’è bella, com’è interessante,
com’è intelligente quando porta le mutande.

Com’è bella, com’è pertinente,
com’è indulgente quando porta le mutande.

No, non credo più a niente
che sia sufficiente,
io sono un tasto
e lei la corrente.

Solo uno sguardo
e una parola,
lei, la sua schiena
che vive da sola.

Vive contenta
in un movimento,
fissa la pace
in ogni tormento.

Chiare le voci,
belli i delfini,
disperse mutande,
dispersi i destini.

Fabula sangue

Nella pancia portava il mio corpo di rugiada
e la sua risata sbriciolava tutto intorno
e quel tempo
pareva solo andata e niente di riporto.

E di notte diceva che non c’era nessuno
di là che piangeva, che non c’era mai stato
un male eterno
indifferente e sconfinato.

Sale piano la marea,
vorrei che fosse la mia.
Ritornare fino a dove
apri gli occhi
e tu chi sei?
Che fai? Al mio tempo deserto che gli fai?
A tutto questo attorno senza senso?
Con la gonna mi portava a perder le sue tracce,
era solo innamorata
di un amore mai avuto
e del sole, dove sarà il suo posto quando piove?

E il mondo non ci credeva,
l’avevan persa tutti per una manciata,
presa prima di
ascoltare tutto quello che volevano avere.

Sale piano la marea,
vorrei che fosse la mia.
Ritornare fino a dove
apri gli occhi
e tu chi sei?
Che fai? Al mio tempo deserto che gli fai?
A tutto questo attorno senza senso?

Dio ti salvi

©℗ Le Arti Malandrine | Distribuzione Goodfellas
  • 1 Pantaloni corti Caricamento... 4:21
  • 2 Dio ti salvi Caricamento... 6:17
  • 3 Puta 4:19
  • 4 Stanno tutti bene 6:02
  • 5 Stesse barche 2:31
  • 6 Canzonetta 4:32
  • 7 Sovrapporre Caricamento... 7:22
  • 8 Mutande 3:34
  • 9 Fabula sangue 7:10
Gen
2016