baciapile
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Bacio pile, lustro panche,
giro assegni sogno mutande.
Baci e abbracci, mangio l’agnello,
scambio la pace mi piace il randello.
La mia sazietà è una condizione permanente:
faccio solo e sempre ciò che conviene veramente.
Scendo in cantina, la mi’ cugina
n’insegno il silenzio, la patria, l’alterco.
Vendo l’olio (tu’ madre in cucina)
dopo la messa c’è la dottrina.
La tua verità è una condizione deficiente:
serve solamente a serbarti meno perdente.
Tossico è il silenzio dentro me
Tossico è il silenzio fuori me
senza sangue nelle vene,
con l’odore di tarpone.
La malattia un rigore che non ho
trasudo mania, torpore che non so
moderazione: ragione che non ho
simulazione: ragione che non ho.
Tossico il colore che non ho
tossico il colore che non ho
caustico il sapore che ho di me
caustico il sapore che ho di me.
Senza sangue nelle vene,
con l’odore di tarpone.