home movies

In via Sant’Isaia 18, a Bologna, c’è un posto molto bello, e la cosa ancora più bella è che ha a che fare con tutti noi senza che noi ne sappiamo sostanzialmente niente. Home Movies è un archivio, conserva degli oggetti, li restaura, se ne prende cura, li salva. Le cose che archivia sono ricordi, piccoli eventi familiari, testimonianze, spericolati tentativi creativi, comunioni, matrimoni e vacanze. Tutto questo, ma su pellicola, girata – nel vero senso della parola – da amatori di tutte le provenienze e di tutte le estrazioni sociali che nel periodo tra il 1920 e il 1980 avevano come mezzo la pellicola (8mm, super8, 16mm, 9,5mm Pathè Baby) per “eternare” il loro presente.

I tipi di Home Movies, oltre ad essere degli esperti delle tecniche ripresa, riproduzione e soprattuto di conservazione di quei materiali, sono degli appassionati apneisti di storie, che con un solo fiato s’immergono nelle acque poco fonde o abissali di qualsiasi storia familiare. Da minuscoli dettagli e qualche nota sparsa ne ricostituiscono le fattezze e talvolta lo spessore. Una piccolissima storia può diventare un patrimonio, forse perché una storia diventa un patrimonio solo da come e quanto la si guarda da vicino. Grazie a Home Movies oggi l’Archivio Nazionale dei Film di Famiglia è realtà e questa porzione di storia italiana a disposizione di tutti.

È qui che è nato il videoclip di Pantaloni Corti, grazie a Mirco Santi che ha selezionato le immagini dagli archivi Toscani-Pecorini e Varin e poi le ha montate in questo modo qui .

Qui trovate il sito per appassionarvi alle loro cose o magari per ricordarvi che da qualche parte in casa vostra c’è un Super8 di una gita all’Abetone o della Banda di Rigoli che vale la pena salvare.

 

È qui che è nato il videoclip di Pantaloni Corti, grazie a Mirco Santi che ha selezionato le immagini dagli archivi Toscani-Pecorini e Varin e poi le ha montate in questo modo qui

Qui trovate il loro sito per appassionarvi alle loro cose o magari per ricordarvi che da qualche parte in casa vostra c’è un Super8 di una gita all’Abetone o della Banda di Rigoli che valga la pena salvare.

25
Ott
2016