mamma perché il vinile?

Il vinile è la plastica più simpatica, forse la più empatica che ci sia. È utile per un sacco di cose tra cui i dischi, e diciamo pure che è una plastica diventata famosa per questo, infatti i dischi si chiamano anche vinili, per metonimia. Ci sono infinite storie, leggende e diatribe sul supporto, la sua qualità e l’utilizzo, non le tratteremo qui perché i server dove è ospitato il nostro sito non sono abbastanza capienti, ad ogni modo ci limitiamo a dire che un oggetto fatto con cura, che costringe ad un ascolto attento e rilassato, magari su un divano, è sempre meglio di un file ad altissima risoluzione.

Ecco alcune informazioni su quello che il primo Long Playing di esterina.

Dio ti salvi è stato pensato per essere un LP, è uscito prima in CD per tutta una serie di ovvie e meno ovvie ragioni. La track list del CD è la medesima dell’LP solo che questa è divisa in Lato A e Lato B.

Il master del vinile, un po’ diverso da quello del CD, è stato fatto da Giovanni Versari.

Il disco è stato stampato in Germania su vinile 180 gr. Lo diciamo perché entrambe le cose sono da ritenersi qualificanti. Uno perché i tedeschi sono precisi e per un vinile la precisione è fondamentale, due perché una stampa pesante è molto meglio di una stampa leggera. Funziona al contrario che con le biciclette, per intendersi.

La copertina è diversa dalla versione in CD perché se n’è occupato Giovanni Bosco Iafrate, un artista di Bologna che fa magie con la carta. Oltre ad una copertina diversa, il disco è caratterizzato da un pop-up nel lato posteriore che genera un meraviglioso effetto “optical” all’estrazione e al successivo reinserimento nella busta. Si ha un’idea di come funziona qui.

La cover è stata tagliata al laser in una tipografia di Bologna e assemblata a mano.

Il disco è a tiratura limitata, ovvero ne sono state realizzate 300 copie, esaurite quelle, finito vinile pop-up. Le copie sono numerate.

Questa storia del pop-up è stata voluta fortissimamente da DJ Franco, che è un sedicente disk jokey della scena bolognese, ed è divenuta realtà grazie all’insostituibile contributo e supporto di Fabio Pugliese di Modo Infoshop di Bologna.

Si può comprare in pochi ma buonissimi posti nonché ai nostri concerti. esterina lo spedisce volentieri con un imballo a prova di meteorite e con l’ausilio di un corriere espresso. Chi fosse interessato a questo tipo di servizio non ha altro che da scrivere una mail a info@esterina.it o alla pagina FB di esterina chiedendo del vinile. Nella risposta troverà tutto quello che serve, modalità di pagamento, costi di spedizione eccetera eccetera.

Il disco costa 25 euro e per ascoltarlo serve un giradischi.

 

 

 

 

 

 

 

18
Dic
2016