nodata

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Le tue mani di vescica, il tuo cuore di saliva
il tuo odore di coraggio, la tua lingua di silenzio.

Il tuo gesto di memoria, le tue labbra senza storia
la tua pace di abbandono, il tuo buio sotto un uomo.

Il mio stare di cisterna, il mio andare di: “non basta”
la mia fede di ferita, il mio vuoto di salita.

E non è la distanza ad abitare l’assenza.

Le tue mani di salita, la mia pace di saliva
il tuo andare di coraggio, il mio vuoto di silenzio.

E non è la distanza ad abitare l’assenza.

Assassini non ti servono e chiedono di me.
I cugini si sorprendono a vedere che
i miei calzini si contentano a potere che
le ragioni si distraggono a sapere te.

Dare niente da lasciare al male
fare sempre per considerare.

Assassini non mi servono e chiedono di te,
i cugini si sorprendono a vedere che
i miei calzini si contentano a volere che
le ragioni si distraggano a sapere te.

Dare niente da buttare al male
stare cuore di desiderare.

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