quest’uomo vende dischi

Si chiama René e da oltre vent’anni fa un mestiere che in realtà non esiste più. Vende dischi. Il suo negozio è in piazza Grande a Lucca, per chi non è di Lucca, la piazza che viene utilizzata per i concerti del Summer Festival e come dice il nome, la piazza più grande della città. I dischi sono uno dei prodotti più moribondi della storia, vivono ormai questa condizione di perenne epilogo da più di 20 anni e per più di una delle sue forme. Prima il vinile era morto, ora sembra parzialmente risorto ma volenti o nolenti trapassato ad un pubblico nostalgico, vecchio o giovane che sia. Del CD non se ne può parlare quasi più, se ne vendono ancora ai concerti insieme alle magliette, come si faceva con le cartoline per ricordarsi di quel viaggio. Il “supporto” continua così la sua vita a metà strada tra il relitto e il feticcio mentre per la musica ci pensa quel servizio tal dei tali, costa niente e c’è tutto.

René Bassani, per gli amici René, fa quel lavoro lì, vende quella roba lì, i dischi. Il suo lavoro, tecnicamente, è avere a che fare, per lo più, con questa sostanza vetusta destinata a un pubblico rancoroso del fatto che i tempi sono cambiati, e cambiando, hanno perso qualcosa che loro avevano colto, come appassionati di genere, in genere, del loro genere preferito, che normalmente è quello giusto. Il più giusto. Per gli altri i mondo finisce a Sanremo, la terra è piatta e chiuso il discorso, come una volta si faceva con le colonne d’Ercole.

La musica rimane quella cosa magica che gli fa aprire la sua serranda nella piazza più grande della città, accende l’impianto, mette le cose che gli piacciono e cerca di farle piacere anche agli altri, dove non ci riesce gli da quello che vogliono loro. In un paese dove quelli come lui sono costretti a chiudere dove non hanno già chiuso o ancor peggio resistono per poi diventare tristi, lui lavora ed è contento. Capito bene. Contento.

Chi come noi lo conosce è fortunato,  esterina ha suonato tante volte nel suo negozio, parlato infinite volte di musica, perché per esempio a lui gli piace Springsteen che è sempre una cosa da discutere, questa come molte altre senza necessariamente dover arrivare a Jovanotti. A René gli dobbiamo molto ma prima di tutto, prima dei favori, dei ringraziamenti, della pazienza e di quello che è opportuno dire o meno in queste occasioni, per il fatto che lui è contento. Capito bene. Contento di quello che fa.

Per fare un po’ di aneddotica, non solo musicisti locali-stanziali-autoctoni, che non hanno alcun merito, stanno qui, qui dove non c’è niente e allora per forza che uno così prima o poi lo incontri, ma pensate che anche Glen Hansard passando da Lucca è diventato suo amico. Gli ha regalato due concerti, e tre pezzi per fare un disco, di vinile, appunto.

Qualche mese fa gli venne in mente di un’etichetta, di poter pubblicare della roba che gli garba a lui, fumetti e vinile. Non si sa se si sia persuaso del fatto che il suo gusto potesse avere un riscontro di pubblico, cosa che i più tendono a escludere, ma più probabilmente è il fatto di poter dare voce a delle sue inclinazioni portate per mano per tanti anni e alle quali si è affezionato a furia di starci insieme che l’ha spinto a fare il passo. Ecco Sky Stone & Records. Qui René la spiega bene con il vinile di Stanno tutti bene, illustrato da Rocco Lombardi, qui invece trovate i contatti per acquistarlo.

Stanno tutti bene e René è contento. Pare sia così.

14
Apr
2016