sale
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Era mio amico:
mangiava lo stesso prosciutto,
beveva il mio vino cattivo
l’aglio che portava in tasca racconta.
Sudato di sale,
cotto dal sonno poteva mordere il sole,
sputarlo nel mare, scrivere sangue
qualcosa che adesso ci pare banale.
Fermo di marmo,
arreso, lascia sfilare il sangue rapace.
La merda audace divora le membra
stanche di un uomo in panne.
Riarso dal male,
guarda il tramonto sul mondo
che affoga se stesso
rituale pagano di cose e persone
per sempre perse nel niente.
Non c’è più quello che amerà di più.
Non c’è più il mondo che ha immaginato di più.
Non c’è più quello che amerà di più.
Non c’è più il mondo che ha immaginato di più.
Non c’è più quello che amerà di più.
Non c’è più il mondo che ha immaginato di più.

