• News
  • Date
  • Video
  • Dischi
  • Contatti
  • Musica da montagna
  • Musica da campo
  • Negozio

il mare per raccontare

I tipi di Dance Like Shaquille O’Neal (DLSO), una rivista che si occupa a modo suo di musica, ci hanno chiesto di raccontare il nostro ‘Dio ti salvi’, traccia per traccia. Abbiamo scelto di raccontarlo con il mare.

Qui trovate la pagina pubblicata su DLSO. Di seguito le cose che abbiamo scritto.

Pantaloni Corti.

Quella volta che andarono insieme. Il sole sbiadiva i colori delle sdraio. Tutto era imperfetto e col tempo quel ricordo è divenuto incantevole. A mezzogiorno il fresco si cercava nella pineta. C’era la panzanella da mangiare e quando ci si sdraiava per aspettare che fosse di nuovo il tempo per tornare al mare, i pini sembravano arterie ascendenti al cielo infuocato e le cicale la banda dell’esecutivo cianfrusaglie, pronta a dissipare il tempo, le poche note da indovinare a prima vista e a far divertente quella calura ottundente. Portava i pantaloni corti e le piaceva parlare tutto il tempo, sgorgava fuori storie come il riposo autentico la mattina presto, quand’era ora di ricominciare, quasi. Chi la vide non ci credeva, non ci credeva per non soffrire più il resto dei suoi giorni.

 

Dio ti salvi.

Se non ci fossero mai stati, se non l’avesse mai vista, se non l’avesse mai incontrata lì, poteva anche essere così, una stagione andata male, come quando inizia a piovere a giugno e smette a ottobre. Ma ancora oggi ricorda esattamente come, dopo averla vista, provava senza averne nessuna istruzione e apparentemente nessun motivo, a proteggerla. Per il resto dei suoi giorni ha provato a ritrovarla lì, a riaccompagnarla lì, a riposarla lì, su quella piccola porzione di arenile buono a nulla se non a testimoniare la sua assenza. Dio salvi quella bellezza.

 

Puta.

Lei non veniva la mare quasi mai, eppure le piaceva più di ogni altra cosa. Una, due volte in giugno e poi basta. Un giorno (ce n’è stato uno solo) che aveva perso il timore per le sue domande, e tutto quel rancore per se stesso (ce n’è stato un sacco dopo) dovuto all’essere naturalmente inopportuno. La fermò sul marciapiede e con la sua maglia da bagnino le chiese se poteva offrigli una granita. Gli disse sì. Si sedettero e il tempo sembrò non avere più esito.

 

Stanno tutti bene.

Al mare dove lo portavano c’era pieno di gente che detestava, e non capiva perché sprecare tutte quelle ore così preziose in una cloaca del genere. Era l’unico tempo che avrebbero passato insieme e di cui si sarebbero ricordati, ma la cosa che lo spaventava di più era che lui fosse uno di loro o peggio ancora, col tempo, come loro ci sarebbe diventato. Non c’è nessun coraggio a essere pertinenti al proprio tempo.

 

Canzonetta.

Avevano detto di tornare al mare in bici. Gli asciugamani arrotolati e stretti sul portapacchi, una borraccia d’acqua e niente altro a parte quella sua passione per i Red House Painters. Quell’estate la passarono con loro. Con Katy Songs che suonava dentro quella casa ai limiti della pineta come se fosse la sua voce, lontana da tutto e da tutti isolati. Anche i contadini che lavoravano con i trattori intorno sapevano che erano in casa, a mangiare, dormire, farsi gli affari loro, dalle finestre aperte e da quella canzone che non avrebbero più sentito per il resto dei loro giorni. Quando dormiva, dopo una vita di veglie, sembrava davvero che anche Dio se ne fosse accorto.

 

Stesse barche.

La spiaggia vista dal mare non è la stessa per tutti.

 

Sovrapporre.

Ogni tanto ci sarebbero tornati di notte. Si mettevano d’accordo, quando erano liberi entrambi. Si sarebbero trovati in un punto che era quello da anni, avrebbero parcheggiato facendo attenzione di non lasciare niente in vista nelle macchine e poi avrebbero fatto tutto il litorale fino alla foce del fiume. La notte il mare non si controlla. Il buio spegneva l’iridescenza in quel liquore inquieto e camminare sul bordo di quel nero abisso, creava le condizioni ideali per un punto della situazione iperreale sulle loro due esistenze. Come potersi parlare senza dover distinguere le cose da dire e da ascoltare.

 

Mutande.

Fu per noia che presero in affitto un patino. Erano in quattro, lui, lei e altri due. Lui remò fino quasi alle boe, poi gli altri due, per una competizione scattata nel frattempo si buttarono per vedere chi sarebbe arrivato prima al pontile, nuotando. Rimasero soli. Lui con in remi in mano a guardare lei prendere il sole, assecondando il gentile muoversi del mare che si era impadronito dell’imbarcazione. Restarono al largo tutto il giorno, fecero il bagno e furono i loro corpi prima di tutto il resto.

 

Fabula sangue.

Avrebbe voluto fosse sua quella marea, quel mare buono per portare via. Si era imbarcato per questo da ragazzo, non gli era costato andarsene. Il mare a quelle latitudini parla con la terra, si insinua e rilascia, prende e regala. Dalle finestre delle case del fiordo, si vede salire e scendere e gli occhi delle persone che ci abitano sono abituati all’abbandono, alle lunghissime distanze, al buio e alle attese eterne. Non sarebbe più ritornato.

Share
19
Mar
2016
© Copyright 2026 esterina  |  Privacy Policy
Usiamo i cookies sul nostro sito web per offrirti l'esperienza migliore, ricordandoci delle tue preferenze e delle visite precedenti. Cliccando su "ACCETTA TUTTI", acconsenti all'uso di TUTTI i cookies.
Tuttavia, è possibile cliccare su "Impostazioni dei Cookies" per personalizzare il consenso. Rifiuta tuttiAccetta tutti Per maggiori informazioni
Gestisci il consenso

Privacy Overview

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato specificamente per raccogliere dati personali dell'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito Web.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA
Powered by CookieYes Logo